Droni e agricoltura 4.0: un racconto in numeri

L’uso dei droni come in pochi altri casi sta trovando una sua dimensione nel campo agricolo. A dirlo sono i dati. D’altronde le prospettive di crescita non sono da poco visto che, secondo un rapporto del 2018, il mercato globale dei droni in agricoltura dovrebbe raggiungere i 4,9 miliardi di dollari entro il 2025.
Parlando di numeri una ricerca del 2020 ha mostrato che l’uso di droni in agricoltura aumenta l’efficienza delle attività di sorveglianza delle colture riducendo di fatto i tempi di reazione ad eventuali problematiche. E oltre al controllo c’è anche una questione di riduzione dei costi. Secondo i dati l’uso dei droni permette in media un aumento del 15% della produttività e una diminuzione del 10% dei costi di produzione, questo anche grazie alla capacità di intervenire subito su eventuali guasti di macchinari.
Guardando alla compagine geografica, l’Europa è uno dei principali mercati per l’utilizzo dei droni in agricoltura, con una crescita prevista del 15% nel prossimo decennio dell’uso di questo tipo di tecnologie a fini di sorveglianza e controllo. A farla da padrone in Europa è la Francia, che ad oggi ha oltre il 50% delle realtà agricole già fornite di droni. D’altronde anche l’Italia non disdegna l’uso di questi piccoli controllori volanti con circa la metà delle aziende già in campo e una crescita prevista del 10%.
Crescita che è tutta da stimolare. Non a caso sia la Spagna che la Germania hanno promosso l’uso di droni in agricoltura. Addirittura, il Ministero Federale per l’Agricoltura tedesco ha investito circa 3 milioni di euro in tal senso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *